PROTESI DENTARIA

La tecnica della protesi si occupa di sostituire elementi dentali mancanti con manufatti più o meno estesi prescritti all'odontotecnico che provvede a realizzarli su precisa indicazione dell'odontoiatra.
Comprende: una Protesi fissa su elementi dentari naturali e/o artificiali (v. impianti e implantologia); una protesi rimovibile parziale (quando rimpiazza solo una parte di denti assenti) o totale (quando rimpiazza una totale assenza di denti su una arcata o su entrambe, superiore ed inferiore)

Protesi fissa
La ceramica senza metallo soddisfa numerose richieste. La più evidente, anche se non necessariamente la più importante di queste, riguarda una crescente domanda di “estetica”.
La peculiarità di queste restaurazioni senza metallo è quella di farsi attraversare dalla luce garantendoci un risultato cromatico ed estetico molto simile a quello di un dente naturale. Inoltre, l’eliminazione del metallo e dell’opaco, ci regala alcuni decimi utili per la stratificazione.
Altro aspetto interessante è la preparazione del dente non più condizionata dalla necessità di nascondere il bordo di finitura metallico della futura corona. Essa potrà essere anche sopragengivale, quindi meno invasiva e, come conseguenza, aiuterà a rispettare il profilo d’emergenza. Non ultima per importanza, è la biocompatibilità di queste restaurazioni prive di leghe dentali.
Dunque, il metal free, bene si sposa con una linea di condotta volta a “conservare”. Il tipo di protesi che soddisfa riguarda la realizzazione di faccette, intarsi, il restauro di singoli elementi ma anche la costruzione di ponti, laddove l’ultimo elemento distalmente utile come pilastro sarà un quinto e la breccia da coprire non supererà i 16 mm.
In altre parole un ponte posteriore di tre elementi con due pilastri e un pontic, oppure un gruppo frontale che potrebbe presentare due pilastri e due elementi di pontic di piccole dimensioni. In questo senso la ceramica integrale offre le stesse garanzie di robustezza di un restauro su metallo. Parlando di estetica o addirittura di “cosmetica”, è evidente che siano proprio i settori anteriori quelli maggiormente coinvolti potendo ricorrere, per i quadranti posteriori, ad altre soluzioni.
Per questi restauri disponiamo di due ceramiche simili tra loro ma diverse per caratteristiche fisiche, chimiche, e per impieghi.
OPCPlus è quella che comunemente viene definita una “ceramica integrale”. Consta di nuclei ( i pellets ) da pressare in un apposito forno e di una gamma completa di masse da stratificazione che comprendono anche gli opachi da cuocere su metallo.
I nuclei, una volta pressati, potranno essere stratificati o supercolorati: quelli dentinali sono destinati a ricevere la cottura di altre masse (smalti, blush etc.), gli altri ad essere pitturati. Dove lo spazio è esiguo, dove è stato asportato dal dente naturale solo lo smalto, presseremo un pellet che non richieda apporto di altre masse; quando avremo gli spazi sufficienti, oltre a pitturare, potremo decidere di stratificare.
Perquanto riguarda le masse OPC Plus la differenza con le ceramiche convenzionali sono nel CET, nella GTT (temperaturadi transizione vetrosa), nelle cotture, essendo queste più basse (795°/810°), e in particolar modo nella superiore resistenza alla flessione (159 Mpa).
OPC3G. Anche con la OPC 3Gdisponiamo di pellets da pressare e masse da stratificazione. Si tratta però di un materiale concepito e realizzato esclusivamente per il metal free. Con i nuclei si ottengono elementi singoli e ponti con le caratteristiche espresse in precedenza.
La particolarità dei pellets fluorescenti è nella loro struttura di base in vetro-ceramica al disilicato di litio purissimo che conferisce una resistenza alla flessione di 300 Mpa. Questi pellets fluorescenti sono acromatici e ci permettono di pressare nello stesso cilindro fino a sei elementi di colori diversi, oppure due ponti di tre elementi, con un sensibile risparmio di tempo e denaro.
Per questo motivo, gli elementi così realizzati potranno essere finalizzati esclusivamente per stratificazione e non per pittura. A questo scopo vengono utilizzate delle masse apposite, in quanto il CET a 500° del core è di 10,3 +/- 0,5.
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Partial Flex la protesi di nuova generazione

Nel 1950 un odontotecnico americano titolare di un laboratorio a New York e un ingegnere meccanico iniziano la ricerca e lo sviluppo di un materiale che permetta il superamento dei limiti clinici, estetici e di durata delle protesi parziali con struttura metallica e protesi totali in acrilico.
Da allora tante sono state le formule per produrre protesi totali o parziali con ganci estetici e caratteristiche superiori alle attuali resine in acrillico. Solo nel 1998 la CLEMDE brevetta PARTIAL FLEX un polimero speciale del gruppo dei “ poliolefini “ usato per protesi flessibili che offre caratteristiche fisiche-meccaniche e chimiche di evidente vantaggio sia per l’odontoiatra che per i portatori di protesi siano esse parziali o totali.

Nel nostro studio vengono applicate oltre alle tradizionali protesi in resina anche protesi mobili, parziali e totali, in PARTIAL FLEX

Il materiale temoplastico usato ha caratteristiche fisiche che lo rendono ideale per la realizzazione di protesi mobili elastiche, confortevoli, anallergiche, di livello estetico nettamente superiore alle tradizionali

protesi con ganci in metallo. Sfruttando la loro elasticità le protesi in PARTIAL FLEX infatti usufruiscono di ritenzioni realizzate con lo stesso materiale di base, eliminando totalmente gli antiestetici ganci in metallo, e di conseguenza tutti i problemi legati all’usura dei denti naturali pilastro, dando alla protesi naturalezza ed estetica incomparabile.
PARTIAL FLEX consente inoltre, la realizzazione di manufatti estremamente sottili e leggeri, aumentando ulteriormente la sensazione di comfort e riducendo notevolmente i disagi legati a eccessivi spessori di materiale sopratutto a livello del palato.

PARTIAL FLEX è:
- flessibile ed indistruttibile se correttamente utilizzata
- estremamente leggera e sottile
- ipoallergica
- insapore e traslucida
- stabile in bocca
- facile da pulire
- idrofoba (assorbe acqua 0,01%)
PER ALTRE INFORMAZIONI VISITA: www.partialflex.it
Mancanza denti arcata superiore
Ripristino arcata con protesi
Protesi mobile
Il paziente si presenta con incisivo centrale superiore mobile con tasche e fuoriuscita di materiale purulento.
Ad una attenta indagine dopo l’ex del centrale si evidenzia una mancanza di osso sia trasversale che verticale; il paziente preferisce non procedere ad intervento di innesto osseo ed implantologico sia per i tempi eccessivamente lunghi che per gli alti costi (non esclusa la valutazione di un aumento dei rischi dell’insuccesso).
Viene allora proposta una protesi parziale in VALPLAST con alla fine un buon risultato di stabilità estetica e funzionalità. Il paziente si dichiara soddisfatto del manufatto protesico soprattutto per la buona estetica (assoluta mancanza di ganci metallici antiestetici) e la buona stabilita.
Implantologia con Protesi Partial Flex

Fase 1
Nel nostro studio si presenta una paziente di sessanta anni con notevole problemi estetici (bocca leggermente storta) e funzionali a causa di una protesi in acrilico icongrua.

Fase 2
Si decide una riabilitazione con protesi Partial Flex molto sottile e la protesi superiore senza palato (visto che la paziente non riesce ad abituarsi ) e si applicano otto impianti a carico immediato elettrosaldati in due sessioni chirurgiche (1 per i 4 superiori e un'altra per i 4 inferiori).

Per questa riabilitazione il dottor Sandro Pili ha scelto impianti da 3 mm di diametro con un' emergenza piuttosto ridotta e predisposti per la stabilizzazione mediante elettro saldatura direttamente nel cavo orale.
Questo tipo di impianti possiedono anche le cappe di stabilizzazione (o-ring) ridotte  in metallo particolarmente adatte alle protesi in Partial Flex che devono rispettare spessori ridotti conservando la resistenza.

Posizionati i quattro impianti inferiori e i quattro superiori saldati elettronicamente, si ottiene una stabilizzazione attraverso una barra in titanio garantendo due vantaggi insuperabili:
1-una miglior stabilità primaria degli impianti appena posizionati.
2-la sicurezza che in caso di qualche imprecisione, benchè minima, dovuta all'elaborazione delle protesi definitive in Partial Flex venga neutralizzata dalla barra in titanio. (una trazione continua trasversale sugli impianti porterebbe prima o poi alla perdita di uno o più impianti).

Per la saldatura si utilizza viene utilizzato un saldatore endo-orale con una barra in titanio di 1,5 mm.

Il Dr Pili ha selezionato un tipo di impianto ad hoc per protesi mobili nei quali la cappa sia particolarmente piccola e adatta alle caratteristiche dello spessore della Partial Flex,in maniera di poter ottenere una protesi sottile e leggera ma estremamente resistente e anatomica in bocca garantendo una maggiore durata nel tempo.

(Solo Partial Flex presenta queste caratteristiche).

Vengono preventivamente confezionate due protesi temporanee in acrilico per non lasciare la paziente troppo tempo senza denti; successivamente si adattino agli impianti direttamente sulla cavità orale.

Protesi provvisoria preparata prima della ribasatura in resina morbida.

Protesi perfezionata con resina morbida per dare confort e ritenzione alla protesi

Dopo un breve tempo le protesi in acrilico risultano rotte al livello degli impianti.

Fase 4
Si fanno le impronte per Partial Flex

Fase 5
L'impronta di precisione con inserzione transfer per impianti e sviluppo i modelli in gesso con le parti analoghe

Fase 6
Prova denti

Fase 8

La paziente si sente molto bene grazie al ridotto spessore e alla leggerezza della protesi.
Precisiamo che Partial Flex si sposa bene con i metalli ed è l'unico materiale che attualmente ci permette di fare lavori di questa precisione e stabilità direttamente in laboratorio.
(i poliammidi “naylon” non possono essere usati con i metalli data la loro contrazione.)